Like a real life
140×50 cm
Cera, plastex (plastica vetrificata), colori acrilici, colori ad olio e cosmetici.
2016

Vote for this artwork! Please click Facebook likeTwitter, Pinterest and Google plus
Vota questa opera! Clicca Mi piace su FacebookTwitter, Pinterest e Google plus

linette1

Filippo Annibale  (Milano Marittima  – Italy) nasce a Cesena nel 1976.
Dopo il diploma conseguito al Liceo Classico della sua città, frequenta all’Università di Ravenna prima, di Roma poi, la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali. Negli anni successivi si dedica in maniera discontinua al “fare arte”, sperimentando attraverso un linguaggio informale diverse tecniche pittoriche utilizzando varie tipologie di materiali fino a focalizzare la propria attenzione sulla plastica e sui suoi derivati.
Con l’utilizzo di teli di plastica che avvolge e riavvolge intorno a telai vuoti cerca una embrionale forma, che andrà poi a “scolpire” col becco di Bunsen e/o cristallizzare con la fiamma ossidrica.
Nascono così i Plastex, quadri di grandi dimensioni dai colori brillanti e invitanti che catturano l’attenzione, seguiti dalle sculture da appendere, per approdare infine ad elementi scultorei di dimensioni maggiori come la Venus, scultura fusa e plasmata a caldo in materiali plastici pubblicata nel volume della Giorgio Mondadori, quale opera selezionata del premio Cairo 2011.
Le sue manipolazioni sui materiali sintetici nascono dal desiderio di trasformare un elemento industriale inanimato, scevro da qualsivoglia poesia in una nuova forma di vita.
Quell’embrionale forma che Annibale ricercava fra le pieghe morbide dei teli di plastica del passato, ha assunto la consistenza del volto, immagini sofferte e sofferenti provenienti dal profondo della propria anima.
Negli ultimi anni, dopo diverse mostre collettive italiane, ha affrontato il collezionismo europeo e, dal 2012 ha esposto in molteplici Paesi, fra i quali Cina, Olanda, Inghilterra, solo per citarne alcuni.
Con la mostra del 2013, Annibale ha affrontato il tema dell’identità, scavando nelle profondità del come siamo e di come gli altri ci vedono e identificano.
Continua in seguito la ricerca dell’identità restituendo dignità al singolo individuo attraverso una paradossale iconoclastia progressiva: l’artista restituisce sottraendo…
distruggendo l’immagine mostra le debolezze di un’umanità in cui non si riconosce e fa dei suoi lavori uno specchio del mondo in cui viviamo.
Tra le ultime esposizioni si ricordano, nel 2014 “l’identità e l’immagine” presso i musei San Domenico a Forlì e “io non sono qui” al Mag di Cervia (parte museale dei magazzini del sale).

linette2

Vote for this artwork! Please click Facebook likeTwitter, Pinterest and Google plus
Vota questa opera! Clicca Mi piace su FacebookTwitter, Pinterest e Google plus

biancoscuro art contest - biancoscuro art magazine