materica bianca
80×90 cm
lana merino lavorata e scolpita a mano-bassorilievo
600 €

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Gaia Clerici (Varese  – Italy) è nata a Milano nel 1970. Attualmente frequenta l’Accademia di Brera con l’intento di valorizzare al massimo il proprio operare arricchendolo/si di nuovi spunti sia teorici che pratici, mantenendo lo studio de corpo umano femminile figurato o simbolico e l’attenzione alla materia come interessi prioritari della propria ricerca.
Dà inizio alla sua attività artistica con il Feltro nel 2000 al ritorno dalla sua permanenza triennale in Egitto all’età di 30 anni.
Riscuote un ottimo successo in seguito alla fiera WHITE di Milano , dove è notata da Rossana Orlandi, titolare della Galleria di via Matteo Bandello 14, con la quale lavorerà circa 4 anni con mostre installazioni e operazioni mirate.
Ottimi risultati le procura anche la partecipazione patrocinata dal Comune di Varese al Pret-à-porter di Parigi, dove si procura clienti in tutta Europa e in Arabia Saudita.
Partecipa su invito a Miniartextil di Como.
Nella prima fase della sua attività crea capi-scultura utilizzando lane impastate a materiali inconsueti o inediti per la tessitura contemporanea come l’argento, la liquirizia, stoffe Tuareg infeltrite, lane nordiche e metallo.
Collateralmente e sempre con maggior interesse si è dedicata all’ardua impresa di  “penetrare” prima il mondo del design e poi quello dell’arte ( chiamata dalla famosa designer Ivana Porfiri ha completato diverse grandi installazioni a St.Moritz ) e ha partecipato a due fiere del mobile con la mostra personale “Please Touch “ in via S. Marta e con il progetto “ Monocromi “ con la pittrice franco italiana Paola Civardi in uno spazio di Via Vetura project.
Abbandona gradualmente l’uso delle lane merino tinte artificialmente e modificate geneticamente a favore delle lane autoctone , più grezze non tinte e di struttura più scultorea ed espressiva, rinunciando consapevolmente alla piacevolezza più commerciale delle lane morbide.
Comincia anche a creare numerose sculture ispirate alla Venere di Willlendorf rilevando una perfetta affinità tra il materiale e le tematiche della sacralità arcaica del femminile (album “io sono Vera”).
Su questo tema si è cimentata con una personale alla Galleria “ le Stelline “ di corso Magenta a Milano , intitolata “ tre alla Seconda “ che trattava del rapporto femminile/maschile secondo la numerologia arcaica, ispirandosi al testo “ il Tempio dell’Uomo “ di Schwaller de Lubics, che tratta delle strutture numeriche e cabalistiche del tempio di Luxor.
La lana come tutte le fibre naturali è strutturata secondo le regole auree che informano l’intero universo.

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