Speculare 1
80x80cm
mista, fotografia digitale
2016
500 €

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Stefania Secondini (Ancona  – Italy), sa sempre appassionata di fotografia, anche se mai con assiduità come dal 1999, quando ho frequentato il primo corso presso il Circolo Culturale Jesino Massimo Ferretti; da allora, malgrado grandi pause, ho seguito un percorso culminato in mostre personali e collettive con il circolo di origine.
I soggetti spaziano dai panorami alla natura in generale e ai fiori più in particolare, non disdegnando luoghi come il teatro e i concerti dove la musica regna sovrana.
Durante il cammino la curiosità di conoscenza mi ha spinto a frequentare il laboratorio del fotografo Stefano Galassi ad Ancona dove ho partecipato ad alcuni stage sul ritratto e sull’uso del digitale, quale nuova metodica, da affiancare alla tradizionale fotografia analogica.

La ricerca delle forme, delle espressioni, dei chiaro-scuri, delle linee naturali e grafiche dell’ambiente che ci attornia, cercando di leggere oltre le evidenze comuni, è ciò che più mi affascina e cerco di esprimere tramite i miei scatti; per me la fotografia è un’arte a tutti gli effetti, la possibilità di esprimere qualcosa attraverso un’immagine che può essere decontestualizzata pur rimanendo sempre fedele a se stessa, cioè vera, presa dalla realtà circostante. Giocare con le immagini per vedere cose nuove.
Oltre alla ricerca dei soggetti mi appassiona quella dei materiali da usare come mezzo di supporto dell’espressione fotografica, mi piace pensare la fotografia come una sorta di “fotografia materica”, ecco quindi l’uso di carta, anche fatta a mano, legno, pietra, stoffa, alluminio.

Dicono di me…

Da brava fotografa, cioè “Scrittrice della Luce” (e quindi anche delle sue infinite trasmutazioni, comprese quelle in cui la Luce scansiona e fuoriesce anche da placente di ombre e di gradazioni d’ogni apparente cupezza) Stefania Secondini possiede il carisma dell’intuire e del rendere sia (nel b / n & dintorni) tramite abili rimaterializzazioni di geometrismi da denotativi scenari naturalistici, o, ancora, di cogitate, morbide, giammai scomposte moltiplicazioni dell’irradiare, sia (attraverso il colore) per caleidoscopie di cromatismi in affinità elettive di turgide compostezze. Due universi paralleli nel supersegno d’una congenialità destinata a a dare alla Luce (appunto) gratificanti scaturigini di un Estro che, in ogni caso, ed anche per oggettive ragioni d’età e d’esperienza, ancora è (e deve rimanere) nel “work in progress” di quelle migliorie da portare avanti senza cercare, già da adesso, illusori comodismi di traguardi tanto “definitivi” quanto infecondi.
Prof. Nuccio Mula

 

Negli anni ’70 la fotografia viveva momenti molto intensi, tanta ricerca, tanta voglia di essere Arte e non mera riproduzione, tanta concettualità. Molto di quell’entusiasmo si perse a causa di un contesto immaturo, ora la Secondini sembra rincarni quei momenti, la sua ricerca, la sua voglia di cercare e sperimentare, la speculazione concettuale sono frutto di quel seme.
Molto precisa nella scelta oculata dei materiali sfrutta al meglio la tecnologia per raggiungere il suo obbiettivo, fondere il tutto in un quantum che è la sua opera, il suo pensiero, la sua emozione.
Una ricerca in buona parte naturalistica che riesce a sintetizzare con tracce e segni mantenendo sempre l’armonia della costruzione. Ora i tempi sono più maturi, Arte, Design, Alto Artigianato interagiscono senza barriere, le fotografie, o forse meglio dire” le opere” di Stefania, possono perfettamente integrarsi in questi nuovi orizzonti.
Roberto Zambelli

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