{"id":21146,"date":"2024-07-19T19:04:53","date_gmt":"2024-07-19T17:04:53","guid":{"rendered":"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/?p=21146"},"modified":"2024-07-20T19:12:01","modified_gmt":"2024-07-20T17:12:01","slug":"ditha-de-rablo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/ditha-de-rablo\/","title":{"rendered":"Ditha De Rablo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1013\" src=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-1024x1013.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21147\" srcset=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-1024x1013.jpg 1024w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-300x297.jpg 300w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-768x759.jpg 768w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-450x445.jpg 450w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador-600x593.jpg 600w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Rablo-Was-braucht-ein-Matador.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"22\" src=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette1.jpg\" alt=\".......\" class=\"wp-image-1001\" srcset=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette1.jpg 500w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette1-300x13.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Was braucht ein Matador?<br>2024<br>acrilico su tela<br>80&#215;80 cm.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ditha De Rablo<\/strong> <em>(Romania &#8211; 1973)<\/em>. \u00c8 cresciuta con i suoi nonni all&#8217;interno di una setta sotto il regime di Ceau\u0219escu. L\u00ec il loro unico compito era vivere con modestia e altruismo, servendo solo Dio e aspettando ogni giorno la fine del mondo e sperando di essere degni della vita eterna. Ha scoperto molto presto il suo accesso all&#8217;arte e ai colori vivaci. Era una bambina molto vivace, cosa che non fu accolta nella setta. A quel tempo le piaceva gi\u00e0 disegnare: figure, creature e forme che provenivano dalla sua immaginazione. Ha usato i disegni per comunicare con il suo mondo esterno attraverso le sue immagini bidimensionali, per elaborare conflitti inespressi di oppressione e violenza e per riconoscere desideri e sogni nascosti. Ha creato un mondo in cui poteva immergersi ed essere completamente libera.<br>Voleva prendere l&#8217;iniziativa di studiare arte, ma sua nonna si rifiut\u00f2 di permetterglielo: una carriera o un&#8217;istruzione superiore per una donna erano assolutamente impensabili e quindi per lei proibite. \u00c8 stata tenuta a porte chiuse finch\u00e9 non ha detto a se stessa: &#8220;Basta, devo uscire da l\u00ec&#8221;.<br>Nel corso della sua vita movimentata, l&#8217;artista ha acquisito una vasta esperienza e ha superato ripetutamente i difficili colpi del destino. \u00bbL&#8217;arte mi ha salvato la vita, ne sono fermamente convinto. Non credo che sarei qui oggi senza di lei e le sar\u00f2 per sempre grata per questo,&#8221; dice. Per Ditha questi primi anni furono segnati da sentimenti contrastanti. Tra vicinanza emotiva, lontananza, avversione ed entusiasmo, non ha mai perso la sua creativit\u00e0; ne ha sempre avuto accesso e fino ad oggi le ha dato sostegno nella sua vita in ogni momento.<br>Nel 1991 \u00e8 entrata nel settore della moda, in seguito si \u00e8 formata come arteterapeuta e ha completato diversi corsi di perfezionamento nei settori della psicologia applicata e dello sviluppo della personalit\u00e0.<br>Nel 2014 ha deciso di dare una nuova direzione alla sua vita.<br>&#8220;Non penso ad altro che alla pittura. Tutto ci\u00f2 che vedo, sento e sento si trasforma istantaneamente in un&#8217;immagine. Cerco di fermarlo, ma non ci sono mai riuscito.&#8221; Vede la sua creativit\u00e0 come un dono, il suo dono destinato a lei. &#8220;Perch\u00e9 Dio mi d\u00e0 questa capacit\u00e0 se non dovrei usarla?&#8221; si chiese.<br>Ha iniziato a lavorare pi\u00f9 intensamente con varie tecniche pittoriche: acrilico, olio, fiori, pittura di paesaggi, tecnica a spatola e pittura a olio realistica multistrato secondo la tecnica degli antichi maestri. Ha seguito inoltre diversi corsi e perfezionamenti di pittura astratta, arte con grafica digitale e illustrazioni. Da studentessa ha imparato a dipingere in modo fotorealistico con Dirk Schmitt, gli antichi maestri e Wilfried Ploderer. Tuttavia, le mancava qualcosa di significativo, anche se era in grado di mettere in pratica tutte le abilit\u00e0 che aveva imparato e le ammirava con apprezzamento.<br>Nel 2016 ha realizzato un progetto sperimentale: \u00bbFace Challenge: Who am I? Chi sei? Quanti lati? Voleva ritrovarsi ed esprimersi.<br>Ditha De Rablo approfondisce cos\u00ec il suo stile e vince numerosi premi a Roma, Montecosaro, Venezia, New York e al Museo MEAM di Barcellona. Ha anche potuto partecipare alla mostra \u201cPEACE is POWER\u201d di Yoko Ono al Museo di Lipsia. I suoi dipinti si trovano in importanti metropoli d&#8217;arte di tutto il mondo. De Rablo ha sviluppato un linguaggio visivo e formale tutto suo, caratteristico e dall&#8217;alto ed inconfondibile valore di riconoscibilit\u00e0. Nel suo lavoro si occupa di esperienze umane primordiali come la vita e la morte, la terra e il cielo, l&#8217;amore e l&#8217;odio e anche gli stati mentali bizzarri. Non vuole rappresentare artisticamente la realt\u00e0, ma piuttosto la realt\u00e0 interiore, vera.<br>Pi\u00f9 recentemente, nel 2022, ha frequentato l&#8217;Accademia privata di belle arti di Kolbermoor, con il professor L\u00fcpertz.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Facebook<\/strong>: \/dithaderablo<br><strong>Instagram<\/strong>: @ditha_de_rablo<br><strong>Web:<\/strong> www.rablo.space<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><a href=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"21\" src=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette2.jpg\" alt=\".......\" class=\"wp-image-1000\" srcset=\"https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette2.jpg 500w, https:\/\/artcontest.biancoscuro.it\/site\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/linette2-300x13.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Vota questa opera!&nbsp;<\/strong>Segui <strong>Biancoscuro Art Contest<\/strong> su<strong> <\/strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/biancoscuroartcontest\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Instagram<\/strong><\/a><strong>&nbsp;<\/strong>e metti mi piace a <strong>Biancoscuro Art Contest<\/strong> su <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/artcontest.biancoscuro\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Facebook<\/a><\/strong>. <br>Cerca la tua opera preferita e successivamente clicca <strong>LIKE<\/strong> o metti un <strong>CUORE<\/strong> per segnalare la tua preferenza. <strong>Il tuo voto contribuir\u00e0<\/strong> all&#8217;assegnazione del premio come giuria popolare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Was braucht ein Matador?2024acrilico su tela80&#215;80 cm. 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