
La distruzione poetica dell’immagine
Scopriamo la ricerca di Samasuko Sukaboro, artista diviso tra Italia e Giappone che indaga la violazione viscerale dei supporti cartacei. In “YELLOW SERRANO” (rivista, chiodo e acrilico, 50×40 cm, 2026), esegue una vera vivisezione di un’icona culturale. La rivista viene trafitta da un vistoso chiodo e mascherata da colature giallo senape. Questo innesto trasforma la carta in carne ferita, innescando una tensione affascinante tra la bidimensionalità dell’immagine e la violenza fisica del gesto artistico. Un atto di pura distruzione poetica.
Samasuko Sukaboro (Giappone) è un artista contemporaneo che vive e lavora tra l’Italia e il Giappone. La sua ricerca artistica si concentra sulla violazione controllata e sulla reinterpretazione viscerale dei supporti cartacei, intesi come archivi di memoria e icone culturali. Attraverso l’uso di tecniche miste e dell’assemblage, l’artista esegue una vera e propria “vivisezione” di oggetti preesistenti, destabilizzando le narrazioni consolidate e interrogando l’eredità visiva che essi trasportano.
Intervenendo sulla superficie di queste icone, Sukaboro le maschera con ampie pennellate materiche e colature di vernice satura, dominata da cromie dirompenti come il prugna, il giallo senape e un rosso esplosivo. Questo atto si configura come un’indagine sul valore e sulla fragilità dell’immagine stampata: i colori non si limitano a coprire, ma definiscono e deformano, innescando una profonda tensione tra la superficie bidimensionale e i soggetti sottostanti che appaiono e scompaiono.
L’inserimento di elementi tridimensionali – come i vistosi chiodi conficcati al centro delle composizioni – serve a “trafiggere” letteralmente e metaforicamente l’integrità del supporto cartaceo. Questi innesti creano una connessione fisica, quasi dolorosa, tra lo spettatore e l’opera, trasformando la carta in carne e l’acrilico in un fluido vitale fuoriuscito da una ferita. Nel lavoro incentrato sul libro aperto, l’esplosione radiale di rosso lucido rappresenta una reazione gestuale al contenuto scritto: un’azione che contemporaneamente cancella la rigida sequenzialità della parola stampata e fissa l’oggetto in un eterno, violento istante di trasformazione.
Il lavoro di Samasuko Sukaboro interroga la nostra eredità culturale attraverso un’azione di mascheratura e mutilazione controllata. Trasformando materiali di recupero in corpi feriti, le sue opere portano addosso le tracce inequivocabili della loro stessa distruzione e ricreazione. L’artista ricerca così la massima onestà espressiva all’interno di un atto di pura distruzione poetica.
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